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PROGETTO ACCOGLIENZA SCUOLA SUPERIORE I.P.S.I.A.
L'attività che proponiamo
alle classi mira ad aiutare i ragazzi a
conoscersi e ad essere curiosi nei confronti
di ciò che si muove intorno a loro,
di altre possibilità e di nuove esperienze.
È un lavoro che passa attraverso
il corpo, un corpo che parla, di cui stiamo
imparando a percepire il suono e la presenza.
Se è vero che così si apprende
a vedere una nuova parte di sé, è
anche vero che ci si allena a notare il
linguaggio non verbale degli altri. Saper
guardare lo stato d'animo di chi ci è
vicino è a sua volta un aiuto per
migliorare la capacità di relazione
e la comprensione degli scambi comunicativi,
verbali e non. Questo vale per i famigliari,
gli insegnanti e i compagni.
Avere coscienza del proprio corpo e del
proprio suono interiore, allargare i punti
di vista, osservare, saper vedere l'altro:
tutto concorre a strutturare la capacità
di scelta, dove per scelta si intende il
saper vivere gli errori e i momenti di vuoto
come ostacoli naturali di un percorso e
non come cadute definitive. Vivere la strada
di crescita con gusto e riflettendo su ciò
che ci circonda.
Per una scelta è necessario, come
primo passo, il sentirsi presenti. Il secondo
è sapere osservare ciò che
c'è intorno a noi. Salire su un banco,
camminare nello spazio, riempirlo, vederlo
da ogni prospettiva possibile e sotto ogni
luce. Tutto ci insegna a non guardare le
cose solo con il nostro punto di vista,
soprattutto nei momenti di crisi
Durante l'attività in classe, in
maniera naturale, gli spostamenti portano
ad assumere posizioni comode e informali
che favoriscono il dialogo e lo scaturire
delle riflessioni dei ragazzi. I temi abbracciati
possono essere diversi, dal racconto personale
alle droghe leggere fino alla vita in classe.
Particolarmente interessante può
essere il parlare del silenzio (che spesso
nei giovani e collegato alla morte e a cui
si vuole restituire positività),
della memoria (che diventa sinonimo di pensiero
e di infanzia), dei sogni (che sembrano
ancora non avere una forma precisa) e del
pregiudizio (come giudico o come gli altri
mi giudicano).
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