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Colonialismo e autodeterminazione dei popoli    
Presentazione:
Il colonialismo nasce per interessi politici e economici, e sulla base di spinte nazionalistiche ed imperialistiche. La prospettiva di investimenti a costi molto bassi e l'apertura di nuovi sbocchi per la produzione industriale alimentarono per decenni la spinta all'espansione coloniale europea, cioè occupare altri paesi per impiantarvi colonie commerciali di sfruttamento. Per assoggettare altri popoli e subordinarne lo sviluppo economico, politico e culturale ai propri interessi, gli europei utilizzarono violenze e soprusi di ogni genere. Il colonialismo nega ai popoli coloniali o dipendenti il diritto all'autodeterminazione di qualsiasi genere, un privilegio questo che è stato per lungo tempo accordato di fatto ai soli popoli europei. La dottrina relativa al diritto di autodeterminazione dei popoli nasce con l'affermarsi del principio della sovranità popolare, soprattutto con le rivoluzioni americana e francese. Ma bisognerà attendere il 1960 e le grandi lotte anticolonialiste per arrivare alla Risoluzione 1514 (xv) del 14 dicembre: «Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione». Ma è solo con i Patti Internazionali del 1966 (il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, e il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici) che il diritto all'autodeterminazione viene sancito dalle Nazioni Unite senza equivoci. In virtù di questo diritto, tutti i popoli hanno il diritto di determinare, senza interferenza esterna, il proprio status politico e di perseguire il proprio sviluppo economico, sociale e culturale. Per questo possono disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali, senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalla cooperazione economica internazionale e dal diritto internazionale. Nei fatti tuttavia oggi questo diritto all'autodeterminazione viene ancora negato ai circa 300.000.000 indigeni che vivono nel mondo. Fra questi, per esempio, troviamo gli Indiani del Nordamerica, gli aborigeni australiani, i popoli della Siberia, gli Hawaiiani, i Maori della Nuova Zelanda, i Tuareg, i Penan della Malesia, i Sami (Lapponi) della Scandinavia, i Quechua o i Maya. Alcuni di questi popoli purtroppo sono spaventosamente vicini all'estinzione. Ovunque questi popoli sono sottoposti ad ogni tipo di discriminazione da parte di soggetti più forti (apparati dello Stato, multinazionali, ecc.). C'è da chiedersi, davvero, se i diritti dei popoli fanno parte dei diritti umani.
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Siti Web
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Associazioni e Realtà
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