 |
 |
|
 |
|
| Cooperazione e solidarietà internazionale |
|
|
Presentazione:
La cooperazione internazionale allo sviluppo, così come viene intesa tradizionalmente, nasce di fatto nel secondo dopoguerra con l'affermarsi sulla scena internazionale del paradigma dello sviluppo economico. In contemporanea con il piano Marshall in Europa, i paesi più ricchi del nord del mondo decidono di investire, per considerazioni ideali e anche per motivazioni economiche, in progetti di sostegno e implementazione dei sistemi sociali ed economici dei paesi del sud del mondo. I soggetti della cooperazione possono essere di tipo chiaramente istituzionale come gli Stati, o le Nazioni Unite, o l'Unione Europea, oppure organizzazioni nate dal tessuto sociale ed economico come le Organizzazioni Non Governative (Ong), o entrambi. La cooperazione internazionale prevede idealmente la costruzione di un forte rapporto di partnership tra soggetti di diversi paesi, del nord e del sud del mondo, impegnati nella realizzazione comune di un progetto di sviluppo sul territorio. La cooperazione internazionale ha implicato grandi investimenti di risorse economiche, materiali ed umane convogliate in una modalità transitiva verso i paesi più poveri, ma numerose sono stati i casi di grandi opere inutili o inadatte ai contesti in cui sono stati realizzate. Con gli anni dunque i progetti di cooperazione allo sviluppo hanno cercato di valorizzare sempre di più le risorse e le competenze locali, facendo più attenzione anche all'impatto ambientale dei singoli progetti. Molti soggetti, ed in particolare le Ong, hanno cercato di puntare soprattutto sulla costruzione di legami stabili con la popolazione e le realtà locali dei singoli paesi. Negli ultimi decenni si sono sviluppate poi diverse forme di cooperazione internazionale: dalla cooperazione sud-sud, che prevede progetti e iniziative che coinvolgano in una partnership due soggetti entrambi del sud del mondo, alla cooperazione decentrata che sta avendo un significativo sviluppo e che si basa su un raccordo e una partnership tra attori locali, individuali e collettivi, istituzionali e non, di due differenti paesi dei quali rappresentano direttamente il tessuto sociale, politico, economico e culturale locale. Di fronte alla crisi della cooperazione tradizionale, alla scarsità dei risultati e di fronte al diffondersi delle cosiddette "crisi umanitarie" si è assistito inoltre a uno spostamento visibile delle forme tradizionali di cooperazione in direzione delle pratiche di "Aiuti umanitari", ovvero delle forme di aiuto diretto sul campo tramite organizzazioni internazionali specializzate che provvedono nel momento di maggiore esposizione (reale o mediatica) alla crisi alla distribuire, alimenti, acqua, medicine, soccorsi alla popolazione in difficoltà. Quest'ultima forma presenta a sua volta alcuni problemi significativi di impatto sociale, economico e politico sulla realtà locale.
|
|
|
|
| |
|
|
|
  |
|