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| Guerre nuove e dimenticate e commercio delle armi |
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Presentazione:
Nel secolo che ci lasciamo alle spalle, i morti per guerre sono stati circa 110 milioni, più del triplo dei morti di tutte le guerre dei diciannove secoli precedenti. Oggi, in Africa, e principalmente in quella subsahariana, si combatte il maggior numero di guerre al mondo. Queste guerre le cui cause sono molteplici e vanno ricercate nella storia del continente, nella gestione delle risorse, nelle tensioni tribali, nella povertà e negli interessi economici stranieri, sono rese molto più lunghe e letali dalla proliferazione delle armi, in particolare quelle leggere, pagate in contanti con diamanti di contrabbando o altri beni simili. Questi conflitti provocano migliaia di vittime, di mutilati, di bambini senza famiglia, di bambini-soldato, di rifugiati, di profughi, di sofferenze. La maggior parte di questi conflitti non sono conosciuti, non occupano le pagine dei nostri giornali o le immagini dei notiziari televisivi. I motivi di questo disinteresse ed ignoranza sono diversi, dall'etnocentrismo del mondo dell'informazione, alle dinamiche e ai meccanismi dell'informazione, al tentativo più o meno esplicito di tenere nascoste realtà difficili da spiegare o da giustificare. Si da risalto solo a quanto tocca l'Occidente e gli interessi dell'Occidente. L'interesse economico delle potenze straniere è prevalente sui diritti umani e sulle aspirazioni dei popoli. Si vuole quindi informare, ricordare, fare memoria, conoscere e analizzare. Soprattutto si tratta di interrogarsi, perché capire i conflitti del nostro tempo è fondamentale per vivere in questo mondo con più consapevolezza, per sapere quello che stiamo facendo e quello che possiamo fare per aumentare le possibilità della pace.
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