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Obiezione di coscienza, educazione alla pace e alla non violenza    
Presentazione:
La legge n.230/98 richiamandosi all’esercizio del diritto alla libertà di pensiero, di coscienza sottoscritto nella “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”, riconosce il diritto di opporsi all’uso delle armi, di non accettare l’arruolamento nelle Forze Armate, e di adempiere al dovere costituzionale di “difesa della Patria” con un servizio civile alternativo al servizio militare. L’obiezione di coscienza è un fenomeno in piena diffusione non solo in Italia, ma anche in altri Paesi europei ed extraeuropei. Questo rapido diffondersi di fermenti fino a ieri impensabili è forse il segno di un'umanità nuova che cresce al di sopra delle frontiere, delle ideologie che rovescia schemi fino a ieri apparsi immutabili, che tende a realizzare un nuovo tipo di rapporti tra esseri umani e tra popoli. L’obiettore è un giovane che non può accettare il servizio militare per “obbedienza alla propria coscienza” nel convincimento che questa strada, esplicando quindi il servizio civile, sia la strada giusta, efficace, decisiva per costruire una cultura di pace e una nuova umanità. La sua obiezione non è un fungo isolato, ma si inserisce nel filone di una storia al cui sviluppo hanno contribuito personalità tra le più alte e nobili dell’umanità: da Francesco d’Assisi a Mandela, da Gandhi a Tolstoij, da Don Milani a Martin Luther King.
  Presentazione
Itinerario didattico
Competenze da acquisire
Attività
Bibliografia
Siti Web
Risorse e Materiali
Associazioni e Realtà
Utilizzabilità
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